Ilya Kapitonov
Brano elettroacustico ispirato a un viaggio nella propria "piccola patria".
Il lavoro, iniziato durante il viaggio con la raccolta dei primi materiali compositivi, si è protratto per un anno e mezzo. L’impulso iniziale e l’insieme delle registrazioni ambientali si sono progressivamente arricchiti di integrazioni acusmatiche e di timbri capaci di precisarne i dettagli.
Il lavoro può essere definito come un viaggio attraverso una mappa mentale che pone l’accento sull’essenza stessa del movimento. Come avviene il movimento? Grazie a quali mezzi diventa possibile?
Una componente importante dell’opera è la resa dell’effetto di non linearità del movimento: compiendo un’azione in direzione di qualcosa, ci scontriamo ogni volta con una diversa densità di resistenza. In questo modo, il processo di transizione tra i punti si stratifica su due livelli percettivi: uno esterno, oggettivo, e uno interno, soggettivo.
Alla base dell’opera vi sono registrazioni ambientali realizzate in Siberia, insieme a metodi digitali di elaborazione dei segnali audio.